La fiamma rossa è la bandierina che al Tour de France segnala l'inizio dell'ultimo chilometro, il momento dell'allungo disperato e decisivo o della passerella trionfale del corridore che si impone per distacco, il culmina emotivo della corsa. In quasi venticinque anni come inviato prima della Gazzetta dello Sport e poi di Repubblica Gianni Mura ha raccontato la storia del Tour e ne ha fatto epica, poesia, cronaca di volti e paesaggi, di cibi e aneddoti paesani, narrazione raffinata e popolare dello sport più amato e maledetto. Nelle pagine di uno fra i più autorevoli e seguiti giornalisti sportivi italiani, allievo, amico ed erede del grande Gianni Brera, sfilano le fughe solitarie e tristi di Ocana e le morti di Simpson e Casartelli, le vittorie avide di Anquetil e quelle generose e spavalde di Chiappucci, il regno implacabile di Miguel Indurain e le promesse eternamente mancate da Jan Ullrich, la rinascita di Lance Armstrong trionfatore sugli avversari e sulla sua malattia, e poi il tempo di Pantani, l'interprete improvviso e imperioso di un ciclismo perduto e fossile. Una summa di giornalismo, e di ciclismo.
Capitoli consigliati: pag. 174 "Astensione prolungata dal pedale"; pag. 225 "Il Tour colpito al cuore, il Tour dello scandalo"; pag. 269 "L'agonia prolungata".