Race against me

Race against me

Sono arrivato a sperimentare 300 tipi di cocktail. Dopo la palestra mi iniettavo sempre una dose di insulina nello stomaco. E non sono mai stato beccato, tranne una volta” sono parole di un dopato conosciuto: Dwain Chambers, sprinter inglese .

Race against me, la sua autobiografia, esce il giorno dopo l'oro nei 60 metri agli euroindoor di Torino: non poteva esserci promozione migliore. Chambers è stato squalificato per doping dal 2003 al 2005: risultò positivo al Thg, la sostanza prodotta dal laboratorio californiano Balco.

Ma stando al suo libro l'inglese ha preso molto altro: eritropoietina, ormone della crescita, testosterone, insulina. Superando indenne ben 10 controlli. La cosa strana è che ora va più forte di quando era dopato, visto che a Torino ha stabilito in semifinale il nuovo record europeo dei 60.

Chambers racconta l’atletica dal punto di vista dei controlli antidoping, “inaffidabili, non contateci” e ripercorre il trattamento ricevuto dal Comitato olimpico inglese (“ero la pecora nera da espellere per pulirsi la coscienza prima di Londra 2012). Racconta tristemente “Ho pensato davvero di togliermi la vita, solo che non sapevo bene quale tecnica usare e così ho rinunciato”. Poi racconta “Volevano che sparissi come Harry Potter..”.

Per potre fare uscire il suo libro è dovuto ricorrere ad un editore spagnolo (Libros Iternational). A casa nessuno lo voleva pubblicare. Tutti i giornali britannici lo hanno attaccato e offeso. Ma Chambers ha tenuto duro e ha scelto di scrivere l’autobiografia.